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Quelle della teza C

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Lunedì 12 aprile 2010 agli occhi di chi si trovava a passare vicino alla nostra scuola si è presentato uno spettacolo insolito : oltre cento persone fra alunni ed insegnanti uscivano dall’istituto pieni di entusiasmo e pronti a partecipare al Progetto “Uboldo, una città per tutti”.

Diversi cittadini per strada ci guardavano incuriositi, soprattutto quando siamo giunti sulla piazza del Municipio e ci siamo uniti ad alcuni alunni e docenti dell’istituto per geometri “ Don Milani ” di Tradate ed a molte altre persone ( disabili in carrozzella, rappresentanti del Comune, vigili, membri della Protezione Civile, dell’S.O.S. e di varie associazioni del territorio ). Insomma, quell’enorme “squadra” operativa, non passava certo inosservata !

A noi alunni delle classi terze è toccato il ruolo di “giornaliste”, ossia il compito di prendere appunti su ciò che man mano accadeva e anche quello di fotografare, per documentare con le immagini le varie rilevazioni effettuate ed “immortalare” i momenti più significativi della mattinata.

Questo incarico ci ha fatto piacere perché ci siamo sentite orgogliose di poter offrire il nostro contributo e di prendere parte ad un progetto così importante.

Per noi è stata un’occasione diversa per imparare, per sviluppare il senso della solidarietà, per sperimentare il “lavoro di squadra” e , soprattutto, per riflettere.

Certo, avevamo già sentito parlare delle cosiddette “barriere architettoniche”, ma alla nostra età non ci si cala molto nei panni degli altri e tendiamo a sottovalutare le problematiche che non ci toccano da vicino.

Con questa attività, invece, abbiamo “vissuto”, “sperimentato”, “toccato con mano” cosa significhi girare per le strade su una carrozzina e dover superare tanti ostacoli sul nostro percorso.

Siamo convinti che i ragazzi che hanno preso parte al progetto d’ora in avanti avranno sempre rispetto e comprensione per chi si trova a vivere in una condizione di svantaggio.

Forse ci vorrà del tempo prima che Uboldo diventi un paese senza barriere architettoniche, anche perché purtroppo bisogna fare sempre i conti con il problema dei costi, ma uno sforzo da parte di ognuno di noi potrebbe eliminare altre barriere altrettanto brutte, come quella dell’indifferenza o della discriminazione.

Senza queste barriere allora sì che Uboldo sarà “di tutti e per tutti”.

Francy ed Ila di 3C